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( appendice di Aradia's, tratta le tematiche del Terzo volto della Dea )



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La Wicca

La wicca

Wicca è un nome relativamente moderno per una religione che affonda le proprie radici negli strati del tempo, fino ai preistorici culti betilici della Grande Madre.
La nascita della Wicca viene attribuita a Gerald Brusseau Gardner, che coniò il termine Wica come derivazione della parola saggio nella lingua dei Celti, popolazione alle cui origini e usi Gardner si ispira per molte pratiche Wiccan.
Gardner era un appassionato di esoterismo e antropologo “fai da te”. Cresciuto in giro per il mondoa seguito dei genitori e lui stesso funzionario del governo inglese in Malesia, disse di essere stato iniziato da una fantomatica “Vecchia Dorothy” nella coven stregonesca della New Forest e di portare alla luce il credo della stregoneria su richiesta della stessa Dorothy per paura che esso si estinguesse.
In realtà, la Vecchia Dorothy poi identificata nella persona della dama protestante Dorothy Clutterbuck, non sembra essere assolutamente stata una strega, né tantomeno coinvolta o interessata in pratiche esoteriche essendo, appunto una protestante convinta.
È più probabile che, qualora ci sia veramente stato un contatto tra Gardner e una strega (il che rimane dubbio) egli abbia dato un nome conosciuto e non riconducibile alla stregoneria per salvaguardare l’identità della sua informatrice.
Gardner fa risalire le pratiche della coven della New Forest a una tradizione tramandata di generazione in generazione fin dal Medioevo. Questa tesi era già stata proposta dall’egittologa Margaret Murray la quale sosteneva appunto che la stregoneria perseguitata poi con l’inquisizione non fosse altro che il vero culto pagano risalente addirittura ai tempi dell’antico Egitto e sopravvissuto in Europa come culto della Madre.
Per quanto affascinante, non ci sono prove a suffragio di tale teoria e il nucleo della stregoneria medievale si basa su esperienze mistiche e esoteriche più recenti e non precedenti l’era cristiana. Gardner fu iniziato di molte congreghe e logge esoteriche tra i quali l’O.T.O. (Ordine del Tempio d’Oriente) di cui era fondatore il magista inglese Aleister Crowley. Molti riti e invocazioni della Wicca Gardneriana somigliano molto a riti ideati dal Crowley e lo stesso Gardner disse di averli inseriti perché l’originale Libro delle Ombre della coven New Forest era in parte incompleto o deteriorato e si doveva in qualche modo supplire.
Altro contributo determinante fu dato da Doreen Valiente iniziata da Gardner e sua più vicina collaboratrice fino alla rottura avvenuta nel 1957. Pur non approvando la frequentazione con Crowley, la Valiente sosterrà fino alla fine che Gardner non aveva ragioni per mentire sul fatto di essere venuto in contatto con una congrega che praticava stregoneria da generazioni.
Comunque sia andata la storia, a Gardner va sicuramente il merito (o la colpa?) di aver in qualche modo sdoganato una religione fino ad allora rimasta segreta e vittima di pregiudizi atavici.
Sarebbe comunque un errore credere che la Wicca resti prigioniera del dubbio delle proprie origini, essendo una religione che vive e cresce nei nostri tempi. Col passare del tempo si sono formate diverse correnti wiccan, oltre a quella Gardneriana originaria e grazie a ciò si è arrivati all’accettazione della pratica solitaria come pratica Wicca, mentre nella concezione di Gardner e dei suoi seguaci, per essere wiccan era necessario essere iniziati da un sacerdote/tessa wiccan e quindi appartenere a una coven.

Secondo me non c’è il “modo giusto” di praticare la Wicca, che essendo una religione esperienziale, fornisce a ciascuno gli strumenti per cercare e perseguire il proprio cammino, sia esso individuale o in coven. Gli wiccan hanno un terreno comune di principi base, che sviluppano poi in modi diversi. Tutti credono nei principi contrapposti e complementari del maschile e femminile, in alcuni casi come emanazione dello stesso Unico (in questo caso si parla di monismo) oppure distinguendoli in archetipi a seconda del momento e scopo per cui si rivolgono loro.

Sono panteisti, ovvero vedono un’emanazione della divinità in ogni cosa e basano le proprie scelte sull’esperienza derivante dalla consapevolezza delle proprie azioni e delle conseguenze di tali azioni. Espressione di questo concetto è il Rede, un modello di codice di comportamento che invita alla riflessione e alla conoscenza di sé, unito alla Legge del Tre, che presuppone il ritorno delle azioni che si compiono simbolicamente triplicate, nel bene o nel male.
Gli wiccan celebrano al natura e lo scorrere del tempo che si avvolge come una spirale attraverso la ruota dell’anno, divisa in otto Sabba, quattro maggiori (Samhain, Imbolc, Beltain e Lughnasad) e quattro minori (Yule, Ostara, Litha e Mabon) e in Esbat (plenilunii) .
La magia è presente nella Wicca, in modo più o meno frequente a seconda del praticante, ma comunque è parte stessa della religione, come movimento delle energie del mondo circostante nella “direzione” desiderata dal praticante per i propri intenti.
La magia si esplica attraverso la preghiera rituale o la creazione di incanti, divinazione e lettura di carte o rune. Per operare magia è necessario chiamare gli dei in proprio aiuto, ritualizzando attraverso l’apertura dello spazio sacro del cerchio magico, a rappresentazione del cerchio dell’infinito, dell’energia continua. Nel cerchio si invocano i cinque elementi associati ai punti cardinali :

Aria (est)
Acqua (ovest)
Terra (nord)
Fuoco (sud)
Etere o spirito o Akasha (centro)

Gli elementi simboleggiano l’essenza del mondo che ci circonda e del quale facciamo parte che chiamiamo a nostro testimone e complice per la ritualizzazione e gli incanti. Le pratiche si svolgono avvalendosi di alcuni strumenti rituali connessi con i principi del divino e il loro simbolismo. Questi strumenti sono importanti, ma non indispensabili, in quanto l’unico strumento necessario alla magia è la strega stessa:

Athame Tradizionalmente è un coltello a doppia lama con un manico nero. Si usa sempre per rituali o operazioni inerenti all'Arte. Rappresenta l'elemento del Fuoco e la parte maschile del divino. Sulla lama o sull'impugnatura si possono incidere dei simboli, o il proprio nome, personificandolo. Puo' essere utilizzato per aprire il cerchio, per invocare gli elementi, o nei rituali di fertilita' e propiziazione non viene mai usato per tagliare, se non le erbe da utilizzare nei rituali.

Coppa o calice È un oggetto collegato alla Dea e all'elemento Acqua. Può essere di differenti materiali, metallo o vetro, ma alcuni la preferiscono in argento, dato che questo è il metallo della Dea. Viene usata per il vino, o le bevande nei banchetti cerimoniali, come contenitore dell'acqua sull'altare e nei rituali di fertilita' e propiziazione.

Bacchetta La bacchetta è collegata all'elemento Aria, e può essere utilizzata per differenti operazioni. Può venire usata per dirigere l'energia o tracciare il cerchio. Tradizionalmente è lunga dal gomito alle dita della mano (ma ve ne sono di tutte le misure) ed è costruita con il legno di alberi particolari, quali il nocciolo, la quercia, il sambuco, il sorbo.

Pentacolo Il pentacolo o pentagramma è il simbolo che riunisce in se tutti gli elementi, più lo spirito. È una stella a cinque punte, con una rivolta verso l'alto, racchiusa in un cerchio: La stella simboleggia anche l'uomo. Forse è uno degli oggetti con il maggiore significato simbolico.

Sull'altare viene a volte collocato a rappresentare la Terra, in altre viene usato come offertorio (vi si collocano sopra i doni per gli Dei, ma anche l'elemento Fuoco.

Incensiere Rappresenta l’elemento Aria e viene usato per bruciarvi l'incenso e si utilizza sull'altare, o anche semplicemente per la divinazione o la meditazione, in base all'uso dell'incenso stesso.

Scopa Tradizionalmente è la classica scopa di saggina. Il suo scopo è quello di "pulire" dalle energie negative lo spazio sacro dove si va ad operare.
Il suo simbolismo è anche legato alla fertilità: infatti nei matrimoni pagani, gli sposi usano saltare dall'altra parte del manico, per propiziare un'unione feconda.

La campana viene usata per dare inizio o per chiudere un rituale. Anche questo è un simbolo della Dea e quindi come la coppa il suo materiale è in argento e connessa all'elemento Aria.

Calderone. È il simbolo della Dea e dell'elemento Acqua. Tradizionalmente dovrebbe essere in metallo (ferro), conn tre gambe (o poggiato su di un treppiede staccato). Si usa per accendervi fuochi all'interno, o per contenervi acqua ed erbe. Il suo simbolismo è legato all'aspetto materno/ fecondo della Dea.

La vita e le esperienze degli wiccan vengono registrate nel Libro delle Ombre e nel Libro Specchio. Il libro delle ombre è quello nel quale vengono annotate tutte le esperienze “magiche” e gli incanti che la strega compie, mentre il libro specchio riporta il percorso “umano” della strega, come si evolve il suo cammino.

Gli wiccan credono nella reincarnazione, come parte del cammino di crescita della propria anima.

Oltre a questo common ground di principi base, si sono sviluppate nel corso degli anni diverse scuole di pensiero e correnti wiccan, le principali sono:

Wicca Gardneriana: conosciuta come quella più tradizionalista e legata a un rituale codificato. Si può appartenere a questa corrente solo se iniziati da una sacerdotessa/sacerdote ed essendo parte di una coven. I gardneriani praticano spesso skyclad, cioè nudi e le coven sono tendenzialmente composte di uguale numero di uomini e donne per preservare l’equilibrio tra le energie. Enfatizzano la segretezza del culto e la loro “gerarchia” è strutturata in livelli, a cui si accede previa “prove” iniziatiche.

Seax Wicca: cosi chiamata perché deriva da tradizioni di origine sassone, è stata fondata dall’americano Raymond Buckland. La segretezza non è fondamentale, anzi, Buckland non fece mai mistero di ciò che faceva. La Seax Wicca è molto aperta, non richiede iniziazione formale e nelle coven il Gran Sacerdote /tessa è eletto per votazione. Questa corrente maggiormente importanza alla parte religiosa piuttosto che pratica e ammette l’autodedicazione. Essendo una corrente molto libera, dove ogni rituale può essere modificato dal presenziante, si corre il rischio di pensare che sia più superficiale, in realtà, questa apertura presuppone una solida base esoterica di partenza che serve per sapere autonomamente come muoversi, dato che non ci sono gerarchie rigide al suo interno.

Wicca Alessandrina: il suo nome contrariamente a quanto si pensa non deriva da quello del fondatore , Alex Sanders, bensì dalla biblioteca di Alessandria come nucleo delle conoscenze esoteriche. Ha molto in comune con la Wicca Gardneriana, come la pratica dello skyclad, la composizione gerarchica e i livelli di conoscenza, la pratica in covens, ma propende per rituali incentrati sulla Dea, piuttosto che sul Dio. La segretezza è fondamentale e non c’è nla possibilità di auto iniziarsi.

Wicca Dianica incentrata sulla dea madre in tutti i suoi aspetti, questa corrente si differenzia dalle altre principalmente perché composta in maggior parte da donne, incoraggiando al massimo la creatività e celebrando la diversità come valore. Alcune congreghe hanno una forte componente femminista.

Scrivere della Wicca è difficile, definire la Wicca lo è di più: a volte mi pare anche una forzatura. La percezione della Wicca è di una religione naturale, talmente insita nel tessuto del nostro vissuto quotidiano che mettere troppe definizioni e regole sembra toglierle il più ampio respiro.

Questa religione, secondo me è ciò che di più naturale e ossianico portiamo dentro, ciò che ci muove, il nostro respiro, il respiro del mondo. Ciò che non ha nome, ma che se devo definire chiamo Wicca.

Articolo scritto da ALECTO

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